Il Cagliari di Cellino trasloca al Nereo Rocco di Trieste?

di Redazione 3

Nulla di ufficiale nè di definitivo ma, nel caso in cui l’ipotesi o meglio, la richiesta di disponibilità avanzata al Comune di Trieste da Massimo Cellino in qualità di presidente del Cagliari venisse accolta dall’amministrazione comunale giuliana, accadrebbe che la Triestina dovrebbe dividere il proprio campo di calcio con i sardi.

Stando a quanto riportato dall’Unione sarda, infatti, il patron rossoblu, alle prese con uno stadio Sant’Elia sempre più fatiscente e agibile solo a metà e con il progetto di costruzione del nuovo stadio privato a Elmas bloccato, vorrebbe finire la stagione attuale e svolgere quella prossima a Trieste.

Cellino avrebbe già chiesto la disponibilità dell’impianto per le sfide casalinghe contro Inter, Catania, Chievo e Juventus, ed eventualmente anche per la prossima stagione. L’attuale situazione del Sant’Elia, infatti, vede uno stadio chiuso per metà (inagibili Distinti e Curva Sud) con una capienza ridotta a 14.250, mentre per la Serie A la capienza minima richiesta è di 20 mila spettatori. Il Cagliari – si recepisce dall’articolo ripreso dall’Ansa – sinora ha sempre giocato con una deroga della Lega, ma il problema ora si pone non solo per la fine del campionato ma soprattutto per il prossimo, quando una squadra di serie A si ritroverà senza stadio.

Cellino contava di anticipare i tempi per la costruzione del nuovo impianto (addirittura, in fase di presentazione, sperava di battere sul tempo anche la Juventus) ma il fatto che sia stata scelta un’area troppo vicina alle piste dell’aeroporto di Cagliari-Elmas e che vi sia un’inchiesta della Procura di Cagliari in corso ha, di fatto, bloccato il progetto. Nel frattempo il Sant’Elia, nonostante sia stato inaugurato nel 1970 e ristrutturato 20 anni dopo per Italia 90, è diventato una struttura fatiscente all’interno della quale insistono ancora le gradinate in tubi innocenti fatte installare proprio da Cellino, che dovevano essere provvisorie ed invece resistono ormai da sette anni. E in tutti questi anni poco è stato fatto per mantenere lo stadio in sicurezza.

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