Calcioscommesse Last Bet il ruolo di Carobbio e Gervasoni

di Samuel 4

Calcioscommesse Last Bet: custodia cautelare in carcere per Carlo Gervasoni e Filippo Carobbio che non potranno vedere i rispettivi avvocati per cinque giorni.

Partiamo dalle parole del gip del Tribunale di Cremona, Guido Salvini, il quale ha emesso le ordinanze di custodia cautelare in carcere per 17 persone – tra calciatori, ex calciatori e personaggi che bazzicano da sempre nel mondo del calcio – nell’ambito dell’inchiesta relativa al calcioscommesse.

Tra queste pagine si è concentrata l’attenzione su Carlo Gervasoni e Filippo Carobbio per il solo ed esclusivo fatto che sono i due protagonisti più direttamente collegabili al contesto della Lega ProGervasoni ex tesserato Cremonese e Piacenza, Carobbio tesserato Spezia – ma tra i nomi illustri finiti in mattinata dietro le sbarre vi sono quelli di Cristiano Doni e Luigi Sartor, i quali hanno per anni calcato i campi di calcio della serie A.

Sotto i riflettori, tuttavia, non ci sarebbero per ora gare della Prima e della Seconda Divisione ma partite dei campionati di massima serie e di cadetteria inerenti alle stagioni agonistiche 2009-2010 e 2010-2011. In quegli anni, Gervasoni ha giocato con le maglie di Mantova, Cremonese e Piacenza; Carobbio ha fatto la spola in Toscana tra Grosseto e Siena.

Qualora, quindi, vi fosse qualche collegamento da fare tra i club di appartenenza e i due calciatori sotto indagine, verrebbe automatico escludere un coinvolgimento nell’inchiesta da parte dello Spezia Calcio, club in cui Carobbio è giunto la scorsa estate.

E’ quanto sostenuto, del resto, dallo stesso direttore generale della società ligure, Beppe Spalenza che, nell’ammettere lo sconvogimento del club per le sorti di Carobbio ha implicitamente preso le distanze dalle vicende (e, così è parso, dal calciatore stesso). Si diceva, partiamo dale parole del gip:

“Posso solo dire – ha dichiarato in conferenza stampa Salvini – che questa parte dell’indagine ha avuto un’attenzione in particolare per l’aspetto internazionale, e cioè quella situazione in cui, con la corruzione e la vendita di informazioni, si trasforma una competizione sportiva in una specie di sistema borsistico internazionale illegale”.

Non solo: gli ha fatto eco il procuratore di Cremona, Roberto Di Martino, nel sostenere che

“non si tratta di un punto di arrivo ma con oggi si è iniziata la fase di partenza per portare più pulizia in questo bel gioco che è il calcio”.

I sospetti, in particolare, sono su tre gare della serie A 2010/2011 (sarebbero Brescia-Bari, Brescia-Lecce e Napoli-Sampdoria), su 5 della serie B 2009-2010 (Cittadella-Mantova del 24 aprile 2010; Ancona-Grosseto del 30 aprile 2010; Brescia-Mantova del 2 aprile 2010; Grosseto-Reggina del 23 maggio 2010; Empoli-Grosseto del 30 maggio 2010) e su una serie di altre gare della passata stagione di cui, allo stato attuale, non si sa molto.

L’inchiesta, denominata Last Bet, avrebbe ricostruito uno scenario simile: il vertice dell’organizzazione sarebbe a Singapore, le basi operative nell’Europa dell’Est: in testa a tutti, un certo Eng Tan Seet, detto ‘Dan’, che attraverso una rete di collaboratori lavorava per alterare incontri nei campionati italiani e in altri paesi. Ciò significa che anche Gervasoni e Carobbio sarebbero stati corrotti per falsare i risultati degli incontri su cui l’organizzazione aveva scommesso forti somme di denaro. Le puntate relative alle scommesse sulle gare combinate venivano effettuate su siti internet collocati prevalentemente in Asia.

In particolare, la posizione di Gervasoni sarebbe ancora più grave perché il quasi 30enne era già rimasto coinvolto in occasione delle indagini di quest’estate, in seguito alle quali era stato radiato dalla giustizia sportiva (il 9 agosto la disciplinare lo ha condannato a cinque anni più la radiazione, sanzione poi confermata in appello). Carobbio e Gervasoni sarebbero parte integrante (il ramo italiano) di un’organizzazione criminale che truccava gli incontri: tra le altre cose, devono rispondere a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla truffa e frode sportiva.

Parliamo col condizionale, ma sono le informazioni di cui disponiamo: a Carlo Gervasoni verrebbe contestato il ruolo avuto nel corso della gara Piacenza-Pescara (lo scorso aprile) vinta dagli abruzzesi e nel corso della quale si sarebbe fatto espellere per un fallo di mano volontario. Il particolare – che per ora è solo un rendiconto di qiuel che dicon ogli annali – sta nel fatto che Gervasoni e Carobbio siano stati compagni di squadra nell’Albinoleffe.

Ancora il gip Salvini:

“L’emissione dell’ordinanza di custodia cautelare del 28 maggio scorso che ha colpito 16 tra dirigenti, giocatori ed ex giocatori si era toccata solo la punta dell’iceberg di un fenomeno assai più vasto che inquina in profondità il mondo delle competizioni calcistiche. Con questa seconda parte delle indagini si capisce che non si tratta di una semplice disonestà a livello locale bensì dell’operatività di una rete a livello internazionale, facilitata dalla globalizzazione delle scommesse tramite internet ed in grado di agganciare i giocatori infedeli disposti a truccare le partite e rendere concreto il loro desiderio di facili guadagni”.

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