Juve Stabia, Raimondi: “Pronti a entrare nella storia”

Dopo aver conquistato il meritato diritto a disputare la finale dei play off Lega Pro divisione B, le vespe hanno ripreso la preparazione in vista della gara 1 contro l’Atletico Roma. Prima di pensare al prossimo avversario, l’attaccante Raimondi della Juve Stabia analizza la gara disputata al Ciro Vigorito – Santa Colomba di Benevento: ”Non possiamo che essere contenti della prestazione e del risultato, ottenuti contro una grande squadra, accreditata per l’accesso alla finale”. Le sofferenze non sono mancate, soprattutto nella fase finale dell’incontro: ”Negli ultimi minuti ci sta che loro creino occasioni producendo il massimo sforzo per vincere – aggiunge Raimondi – ma credo che noi, mantenendo i nervi saldi, siamo rimasti compatti ed in alcuni frangenti abbiamo sfiorato il secondo goal, pur rischiando di subirlo”. Mister Braglia, come di consueto, aveva curato ogni dettaglio: “In settimana avevamo provato un modulo più offensivo che, nel caso si fosse presentata l’eventualità di un risultato da recuperare, sarebbe stato applicato. Quindi io dovevo farmi trovare pronto e sapevo bene che oltre ai compiti offensivi il mister richiedeva anche una certa copertura e sacrificio per poter permettere alla squadra di avere un atteggiamento più spregiudicato”. Secondo mister Galderisi il Benevento non meritava di uscire: “In entrambe le gare abbiamo dato il massimo ed espresso un buon calcio soprattutto nella gara d’andata, nella quale potevamo vincere tranquillamente con due o tre goal di scarto. Quindi ritengo che meritiamo questa finale in virtù di quanto abbiamo fatto vedere sul campo”. In vista del doppio confronto contro l’Atletico Roma: “In campionato abbiamo vinto al Menti e perso al Flaminio. Però le gare di playoff si sa che fanno storia a sé e penso che dovremo giocarcela al massimo sia in casa che fuori senza risparmiarci”.

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Zeman, lettera aperta a squadra, tifosi e città

Dispiaciuto dagli ultimi equivoci e da varie dichiarazioni ed opinioni che non mi sarei mai aspettato, sento la necessità di chiarire la mia posizione nei confronti del Foggia Calcio, ma soprattutto del pubblico foggiano che non smetterò mai di ringraziare per l’affetto e la stima che mi ha sempre dimostrato.

Un anno fa, in ritardo rispetto ai tempi in cui si è soliti costruire una solida stagione calcistica, sono stato chiamato a dare una mano ad una Società e ad una Città con cui in passato mi ero tolto enormi soddisfazioni e che, senza la mia presenza ed il mio richiamo, rischiavano di perdere il calcio professionistico. Per salvare la precaria situazione del Foggia non ho saputo dire di no ed a distanza di 24 anni, dopo 19 stagioni di Serie A e B, ho accettato di tornare in serie C. Come ho sempre fatto, ho siglato un accordo annuale al fine di lasciare totale libertà alla società ed a me stesso di proseguire il rapporto, a stagione conclusa, solo se i progetti di entrambi avessero continuato a viaggiare all’unisono.

Il mio obiettivo personale era quello di regalare la promozione in B alla città di Foggia. Fino a tre giornate dalla fine del campionato sembrava che si potesse agganciare la zona playoff, ma un po’ di errori di gioventù e tante irregolarità arbitrali o di altra natura hanno portato ad un risultato diverso. La valorizzazione di tanti calciatori (6 nazionali, ma nessuno di nostra proprietà) e tante partite giocate e vinte in modo gradevole non possono essere sufficienti a ripagare la delusione di non essere riusciti a giocarci la serie B contro squadre che abbiamo brillantemente affrontato, dato che nelle 4 gare contro le finaliste Atletico Roma e Juve Stabia abbiamo collezionato 10 punti.

Nessuno mi aveva richiesto la Serie B, così come nessuno mi ha rimproverato di non aver raggiunto i playoff. Ma proprio questo è il punto: io, nella città di Foggia, con l’amore e la passione che avverto in ogni istante attorno a me, non riesco a sopportare l’idea di dover gareggiare senza la necessità o l’ambizione di vincere.

Così come nella stagione appena trascorsa, nemmeno nelle prossime la mia sola presenza sarebbe bastata a raggiungere il primo posto. Continuare a valorizzare calciatori di altri club non contribuisce alla crescita della Società. E’ impensabile pensare di poter continuare a lavorare quando si capisce che il proprio obiettivo non coincide con quello del Patron.

In risposta alle dichiarazioni della Società ed alla confusione che si è generata intorno alla questione “Zeman sì – Zeman no”, voglio precisare che dal 21 maggio, due giorni prima della mia ultima conferenza stampa a Foggia, ho comunicato la mia decisione di non continuare il mio rapporto ed in tutti gli incontri a seguire (avvenuti dietro insistenza societaria, mai per mia volontà ed ai quali non mi sono negato solo per pretesa amicizia) ho ribadito la stessa intenzione senza mai dire mezza parola che potesse essere fraintesa come un possibile ripensamento, per cui sono rimasto esterrefatto dalle reazioni e dalle accuse di chi conosceva benissimo la mia decisione e le mie motivazioni.

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Verona, Mandorlini: «Orgoglioso di questa suadra»

SORRENTO – I titoli di coda della semifinale play-off sono dedicati ad Andrea Mandorlini, che dopo il fischio finale si è diretto verso il settore ospiti per condividere la propria gioia coi tifosi gialloblù giunti in Campania. Situazione poco gradita a qualche giocatore del Sorrento, che ha scaturito un parapiglia sul terreno di gioco: “Bisogna anche sapere accettare le sconfitte, sono andato a salutare dei tifosi che ci hanno seguito con grande sacrificio, senza mancare di rispetto a nessuno. La prima corsa fatta è stata per complimentarmi col mister avversario per la qualità della sua squadra, indipendentemente da questo abbiamo centrato un grande risultato. Una sfida sofferta fino alla fine, caratterizzata dalle molteplici occasioni. Sono molto, molto contento”.

Polemiche a parte, l’Hellas ha meritato ampiamente nell’arco dei 180′ il passaggio del turno: “La sfida odierna era decisiva perchè una delle due formazioni sarebbe stata eliminata, ho visto una prova di carattere che ci mette davanti ad un traguardo importante. Non possiamo dilungarci più di tanto, sapevo che saremmo tornati su questo campo, bravi i miei per la prestazione”.

Il vantaggio rossonero dopo 5′ ha illuso i padroni di casa, le cui speranze sono state spente dal gol di Berrettoni nel finale del primo tempo:

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Berrettoni, l’eroe di Verona

SORRENTO – La stanchezza non ferma la gioia di Emanuele Berrettoni, autore di una rete provvidenziale per la qualificazione dell’Hellas Verona alla finale play-off. “Sono molto contento perchè il gol … Leggi il resto