Playoff, febbre da finali

In base ai risultati conseguiti nella prima Fase dei Play-Off, sono quattro le società ammesse alla disputa delle Finali. Le stesse vengono riportate, in base alla posizione di classifica al … Leggi il resto

Foggia, una lettera anche per Zeman

  • Dopo la Lettera aperta di Zeman al Foggia, al presidente, ai dirigenti, ai tifosi e alla città, ecco la risposta da parte della società.

    • Caro Zden

        ě

        • k,

          Siamo delusi. Leggendo le tue ultime dichiarazioni non riconosciamo l´amico a cui abbiamo dato tanto, e da cui tanto abbiamo ricevuto nel corso della nostra vita e, soprattutto, dell´ultimo anno.
          Non credevamo che tu potessi lasciare il Foggia e non vogliamo entrare nel merito della tua decisione di lasciare la famiglia Casillo, ma non possiamo essere d´accordo con le tue ultime considerazioni.

          Sei sempre stato a conoscenza dei programmi della società: insieme abbiamo concordato che avremmo fatto una squadra seguendo in tutto e per tutto le tue richieste, dal ritiro all´acquisizione dei calciatori con varie formule di partecipazione (diritti di riscatto, comproprietà…), come abbiamo sempre fatto in passato. Insieme abbiamo pensato di poter vincere in maniera pulita e contro tutti. Tutto questo è sempre stato il pensiero comune di tutti noi del Foggia e ti è stato ribadito in tutti gli ultimi incontri.

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      Atletico Roma, un po’ di chiarezza sulla questione stadio

      L’Atletico Roma nella persona del presidente Mario Ciaccia e dell’a.d. Davide Ciaccia intendono precisare alcuni significativi aspetti della vicenda legata allo stadio Flaminio che non corrispondono alla reale situazione oggettiva che la società capitolina si trova suo malgrado a SUBIRE ed affrontare . E l’AD. Davide Ciaccia è chiaro ed esplicito nelle sue affermazioni.

      “Voglio precisare – aggiunge Ciaccia- che ho sempre sostenuto come l’Atletico Roma, rappresenti un terzo polo importante per la nostra città e non c’è mai stata la volontà di abbandonare la Capitale. Ho scelto Roma ed il progetto di costruire una realtà calcistica professionistica importante, anche quando personalmente avevo la possibilità di poter acquisire altri club lontano da Roma e dalla Regione Lazio, e non l’abbiamo fatto perché credevamo in questo progetto. La realtà è assai diversa. Non SI PUO’ più giocare allo Stadio Flaminio, a cominciare dalla finale dei play-off ed in questo il Questore di Roma al momento, è stato chiaro e irremovibile . E’ di ieri infatti, la novità che dopo 71 gare giocate allo stadio Flaminio nelle ultime due stagioni, si è deciso che le condizioni di sicurezza ad oggi,non siano più idonee.!!!! Vorrei anche aggiungere che sempre per la questione del Flaminio, siamo stati penalizzati con un’ammenda anche dalla Lega Pro nella passata stagione, quando è stata presentata la documentazione per ottenere la Licenza di iscrizione al campionato. Peraltro nonostante l’impegno e la disponibilità delle Istituzioni e del CONI alcune procedure burocratiche non permettono in tempi brevi la soluzione del caso, e per questo motivo stiamo valutando alcune ipotesi di impianti, diversi dalla città di Roma e dal Flaminio perché entro il 30 giugno p.v. forse non tutti lo sanno, a prescindere dalla categoria di pertinenza, dobbiamo iscrivere la squadra al campionato con la scelta definitiva e documentata dell’ impianto sportivo idoneo ad accogliere le gare ufficiali .

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      Verona, si prepara un “Bentegodi” tutto gialloblu

      VERONA – In occasione della gara casalinga con la Salernitana, in programma domenica 12 giugno allo stadio “Bentegodi”, la società scaligera ha disposto un’apposita procedura per l’introduzione di bandiere e coreografie.

      Per richiedere l’autorizzazione è necessario compilare il modulo e una volta aggiunte le opportune certificazioni va inviato al club di Via Torricelli tramite fax (al numero 045 8186112) o mail (

      L ’asta per la bandiera deve essere unica per ogni striscione, cava ed ispezionabile all’interno: non saranno accettate aste con il fondo chiuso o non apribile.
      Sarà verificata la corrispondenza della bandiera consegnata con la descrizione del materiale inviato alla società.

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      Oscar Brevi è il nuovo allenatore della Cremonese

      Il Presidente Cav. Giovanni Arvedi ha presentato alla stampa il nuovo allenatore della prima squadra della Cremonese, Oscar Brevi: “Oggi diamo seguito a quanto detto la scorsa settimana durante la prima conferenza stampa della nuova stagione sportiva e presentiamo Oscar Brevi, al quale ho affidato il compito di guidare la prima squadra. Sono molto contento della scelta che abbiamo fatto perché ho conosciuto il Sig. Brevi e mi ha convinto fin da subito che è la persona giusta per noi. Con la sua figura abbiamo completato la squadra di chi dovrà scegliere la rosa dei calciatori e tutti insieme, anche con voi giornalisti e con i tifosi, dovremo fare di tutto per far battere il cuore grigiorosso”.

      “Provo entusiasmo, grande voglia e determinazione nell’essere qui a Cremona ed è tutto ciò che non vedo l’ora di poter trasmettere alla squadra”. Inizia con grande enfasi la conferenza di Mister Brevi “La Cremonese è una Società di gente seria e soprattutto onesta. Mi fido molto della prima impressione che provo quando incontro nuove persone e il Presidente e tutti i dirigenti della Cremonese mi hanno fin da subito convinto che questa piazza vale molto di più della Lega Pro e che davvero qui si può lavorare bene”.
      Alla domanda su quale squadra vorrebbe allenare il Mister dimostra di avere le idee chiare: “In Lega Pro serve trovare il giusto mix di persone, ma tutte accumunate dalla fame di dimostrare il loro valore e dalla voglia di arrivare. Questo vale per il ragazzo di 20 anni, ma anche per chi ne ha 30 o più, ma che vuole mettere in campo grinta e determinazione”.

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      Sudtirol: Zomer scrive ai tifosi

      Davide Zomer ha chiesto ed ottenuto dalla società dell’Fc Sudtirol di poter pubblicare le sue scuse sul sito ufficiale del club. Noi abbiamo deciso di riportarle sul nostro sito. Eccole:

      “Mi assumo tutte le responsabilità. Non ci sono giustificazioni per quello che è successo. Chiedo scusa a società, allenatore, compagni di squadra e tifosi. Sono un uomo distrutto in questo momento. Ma vorrei fosse chiaro un aspetto: io alla salvezza tenevo più di ogni altra cosa”.

      Davide Zomer spiega poi la dinamica dell’episodio che al 95’ della gara di ritorno dei playout a Ravenna è costata la retrocessione all’FC Suedtirol: “Sono uscito in presa bassa su un pallone, in netto anticipo rispetto ad un calciatore avversario (Lapadula, ndr) che ha pericolosamente allungato il piede rischiando di colpirmi al volto. La mia reazione è stata quella di andare a redarguirlo verbalmente. Poi nell’impeto e nella foga l’ho colpito con una spallata, ma non era quella – inizialmente – la mia intenzione. Purtroppo in quel momento non ho avuto la lucidità di capire che la partita era praticamente finita.

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