Interviste Avellino – Como. Bucaro: “Dobbiamo salvarci, non vincere il campionato. Gara diversa da quella di Benevento”. Ramella: “Meritavamo noi, il gol di Zullo era regolare”

Avellino – Como diretta web

Pre partita Avellino – Como:

Ernestino Ramella a Sportitalia:

“Confermo, sono stato un attaccante di serie A. Ho militato nel Varese e l’anno scorso sono stato premiato per essere stato l’ultimo a segnare con la maglia dei lombardi in serie A. Rispetto alla sfida di stasera, so che le statistiche dicono che siamo due squadre poco propense al pareggio, non abbiamo mezze misure. Noi abbiamo cambiato modulo un paio di volte per via degli infortuni. Anche oggi mancano Toledo e Lewandowski, cercheremo di non rimpiangerli. Affrontiamo una squadra agguerrita che viene da due risultati importanti. Proporremo il 4-3-3 con l’intenzione di fare la partita, provo a vincere la gara con gli esterni che devono tagliare e allargarsi per giocare l’uno contro uno”.

Fine partita. Conferenza stampa Ramella:

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Lanciano, Mrs Maio & Mr. Turchi

Interessante l’intervista concessa a La Gazzetta dello Sport – edizione 18 novembre – da Valentina Maio, presidente del Lanciano calcio dal maggio 2008. Sulle maniere con cui appellarla, ci si sbizzarrisca: Lady capolista, visto l’andazzo della squadra, andrebbe più che bene.

La ventottenne, oltreché esempio positivo di un mondo che apre ai giovani, è al contempo simbolo di un universo femminile in grado di farcela – e bene – laddove investito di responsabilità importanti. Scalare i vertici del panorama calcistico è, del resto, difficile il doppio se è vero – come lo è – che resta, quello del pallone che conta, ambiente intriso di maschilismo puro.

Non solo, la Maio si trova a vivere – e superare con facilità, perché chi ama, direbbe Benigni, ha sempre ragione – anche il conflitto di dirigere il club nel quale milita un certo Manuel Turchi, che proprio indifferente non le è da ormai 10 anni. I due, infatti, sono marito e moglie.

A stralci, proponiamo i contenuti di una intervista che è parsa, lo si ribadisce, piacevole e ricca di spunti che sanno entrare nel contesto del calcio e trascendere per spaziare altrove.

IL MOTTO E LE COSE DETTE

“Il calcio mi ha insegnato che due più due fa quattro e, proprio perché nel 2008 avevo detto che in quattro anni saremmo arrivati in B e non ci siamo riusciti, ora non sogno più e dico che l’obiettivo di quest’anno è la salvezza. A maggiuo avevo messo la rosa in vendita: ero delusa. Poi ne abbiamo venduti 11 e siamo ripartiti da due assiomi: la forza dei giovani e l’esperienza di chi conosce la categoria”.

IL CONSORTE

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VIDEO tifosi Latina – Non c’è sconfitta nel cuore di chi lotta

I tifosi del Latina.

Ci piace.

  • Rendicontare delle passioni e dei legami indissolubili che uniscono ciascuno alla propria squadra del cuore. Ci piace perché i sentimenti – traslati e altrimenti detti – lasciano il tempo che trovano. Allora.
  • Allora pare inutile elencare e fare di conto per trasmettere quello che altri, in maniera tanto efficace, sanno esternare.
  • Come nel caso dei tifosi di alelatina.com. E cosa significhi indossare quella maglia, essere parte integrante di quella città è giusto captarlo dai diretti interessati.
  • Che lo manifestano con un cuore tinto di nerazzurro: non c’è sconfitta se si lotta.

Il video:

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Avellino – Como diretta web: 3-3. Ripa e Filippini (2), Millesi e Zigoni per i locali. Cosa ha fatto D’Angelo?!

Avellino – Como diretta web: 3-3
Rete: 16′ Ripa (C), 7′ st rig. e 31′ rig. Filippini (C), 20′ st Millesi, 30′  st Zigoni (A), 45′ st D’Angelo (A)

Modulo speculare – il 4-3-3 – e paiono coincidere anche gli obiettivi di stagione, sebbene il Como si trovi in una posizione di classifica leggermente migliore (19 punti a 15) e possa sfruttare l’occasione di una eventuale vittoria ad Avellino per avvicinarsi ulteriuormente alle primissime posizioni della graduatoria di Prima Divisione A. Lo stadio Partenio Lombardi saprà accomunare per una sera irpini e lariani nel ricordo sempre vivo del grande Adriano Lombardi, compianto centrocampista che ha militato, nel corso della carriera, in entrambi i club e deceduto il 30 novembre 2007 per un male incurabile. Sarà toccante ma sarà una festa.

L’augurio esplicito è che le due squadre sappiano sul campo – con correttezza e rispetto – onorare tale ricorrenza. La certezza è che – sugli spalti, tra i vessilli e le ugole della curva sud – si repirerà un clima particolarmente coinvolgente.

Rispetto alla gara, un paio di premesse: è – nello specifico – il primo degli anticipi stagionali di Lega Pro ma, da oggi in poi, seguiranno tuti gli altri. Da qui alla fine della stagione. Il secondo: controbattere alle logiche dei diritti televisivi e alle opportunità – o meno – che del calcio ne possa beneficiare innanzitutto il tifoso che si reca allo stadio pare oggi discorso antiquato come una scarpa degli anni Trenta. Non saprei dire se è un bene o un male: penso al piacere di chi finalmente può guustarsi il suo Avellino o il suo Como dalla poltrona di casa ma penso anche che gli stadi, sempre più, saranno locus amenus. E se il principio attecchisce anche in Lega Pro significa forse che alle società sta bene così.

Non pare azzardato ipotizzare un successo dei lariani: lo dicono le statistiche. Gli irpini, che tra le mura amiche non sanno pareggiare, in casa vincono (tre volte) o perdono (3 volte). Altrettanto netto il cammino del Como fuori casa, dove i lariani non hanno mai pareggiato, cogliendo tre successi e due cappao.

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Adriano Lombardi sempre nel cuore: c’è solo un capitano

Avellino – Como nel segno di Adriano Lombardi

Lui e Ago. Sono cresciuto portandoli sempre nel cuore e vivo con la ferma convinzione che Adriano Lombardi e Agostino Di Bartolomei non potrò mai dimenticarli. Allora, ogni anno.
Ogni anno, il 30 novembre e il 30 maggio sono momenti di ricordo indissolubile. Mi ritaglio un angolo tutto mio e provo a riviverli in maniera esclusiva. Consapevole che il ricordo di quel giorno a Mercogliano – quando Lombardi, già malato di Sla e a una fase avanzata della malattia – ho potuto vederlo da vicino e le immagini di quella dannata partita del 1984 che la Roma perse in casa contro il Liverpool resteranno lì per sempre. In tasca.

Due campioni. Con la palla e senza. Altrettante Bandiere che hanno saputo restare issate nella gloria del gioco del calcio allo stesso modo in cui hanno fatto breccia nei sentimenti dei tifosi che ne hanno potuto ammirare le gesta. Li accomunava quel modo d’essere persone per bene, mai al di sopra delle righe. Li ha uniti una fine drammatica, infelice.
Centinaia di migliaia di righe a volte sono eccessive. Altre ancora, appena sufficienti. E in alcuni casi, i fiumi di inchiostro sembrano controproducenti. Perché fai fatica a esprimere quello che – quando te lo racconti nel silenzio di un attimo costruito tutto per te – è impresso nella mente.

Un suicidio e un male incurabile. Un colpo di pistola alle 8.50 del 30 maggio 1994 e il lento – ma crudele – avanzare di un mostro cui ancora non si sa replicare. Un mostro che finì di agire il 30 novembre 1997. Non occorreva essere sostenitori della Roma, del Como o dell’Avellino per mostrare lacrime vere, cadute a fiotti. Partecipazione sentita, come quando accadono cose che scavano un solco nelle esistenze.

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Siracusa, mancano gli stipendi: rischio penalità. La squadra: “Obiettivo serie B”

Il giro di vite determinato dalla mannaia che si sta abbattendo su più di una squadra di Lega Pro per differenti inadempimenti societari rischia di aggravare ulteriormente la posizione del Siracusa, che già convive con una penalizzazione di 3 punti assegnati in due diufferenti momenti.

La Giustizia Sportiva non perdona e ha già adocchiato in maniera significativa il club siciliano che – per ammissione stessa della società – ammetteva di non aver adempiuto alle scadenze dello scorso lunedì in relazione agli emolumenti dovuti. Nella denuncia dei vertici societari, il dito finisce contro il Comune, che non avrebbe ancora liquidato il contributo destinato alla società, e contro la Lega Pro per il ritardo nella restituzione della fidejussione relativa alla passata stagione.

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