Da Terni l’amarezza di Fabio Pisacane

di Samuel 0

Articolo pubblicato dalla Gazzetta dello Sport a firma Alessandra Gozzini: è un’intervista a Fabio Pisacane, calciatore 25enne della Ternana, che affronta in maniera franca più di una questione legata allo scandalo del calcioscommesse.

Il nome di Pisacane – va ricordato – viene accostato a quello del calcioscommesse nè più nè meno come accade con quello di Simone Farina, il calciatore del Gubbio: sono entrambi emblema del rifiuto di alterare le partite.

Pisacane lo scorso 14 aprile 2011, quando militava nel Lumezzane, disse no a un tentativo di combine propostogli dal ds del Ravenna, Giorgio Buffone, che mise sul piatto la bellezza di 50 mila euro (per la stagione, Pisacane ne guadagnava poco di più). Non solo il difensore declinò l’offerta ma denunciò lo stesso Buffone.

Ora, mentre per Farina fioccano riconoscimenti a destra e a manca (ultimo in ordine temporale l’invito della Fifa a Zurigo per assistere alla cerimonia di premiazione del Pallone d’Oro), Pisacane prova amarezza per un motivo:

“Senza nulla togliere a Farina – afferma alla Gazza – perché si parla di lui e non di me che per primo ho rifiutato di combinare un match? Mi sono dato una spiegazione ma spero non sia corretta: risaltare il gesto di un ragazzo dei Quartieri Spagnoli di Napoli sarebbe stato complesso perché la mia città conquista le prime pagine solo per episodi di criminalità. Il mio gesto è stato normale ma, elogio per elogio, sarebbe stato corretto farlo a 360 gradi”.

Amarezza ma anche consapevolezza:

“Sì, quella per cui, da questa storia, esco fortificato perché cammino a testa alta e non ho bisogno di premi nè, per quanto stimi Cesare Prandelli, di una chiamata in Nazionale. Però con Farina sono stati tutti pronti nel ribadire che non andava lasciato solo, a me sono state davvero vicine solo la famiglia e la Ternana. L’unico a cercarmi è stato Damiano Tommasi via email, poi l’invito al galà dell’Aic. Dalla Federcalcio? Nessuno, e pensare che per la Lega Pro sarebbe potuto essere un vanto”.

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