Ravenna, rossi: “Ingiusto il -7”

Nell’intervista concessa a Leo Vicari di Radio International, Paolo Rossi, bomber e punto di riferimento del Ravenna, ha commentato così la conferma della penalizzazione di sette punti alla squadra giallorossa. … Leggi il resto

Il Sorrento e gli appuntamenti con la storia

A Sorrento da settimane ormai si respira un’aria di festa pronta ad esplodere, ma prima di tirar via dal freezer lo champagne bisogna conquistare la promozione in serie B. Impresa ardua, perché prima bisogna battere il forte Hellas Verona e poi una tra Alessandria e Salernitana. Insomma, di tempo ne dovrà passare. E intanto a Sorrento si trovano dei volantini con le grandi vittorie della storia del Sorrento. A cominciare dallo spareggio di Roma vinto contro la Turris per la promozione in C del 2 giugno 1969. Poi la vittoria in casa contro la Salernitana del 2 maggio 1971: un successo che significò sorpasso sui granata per un Sorrento che, solo poche settimane dopo, ottenne la storica promozione in serie B con un pari a Chieti. Si passa al 29 agosto 1971, la sera in cui il “piccolo” Sorrento espugnò il San Paolo di Napoli in coppa Italia, con Bozza abile a beffare Dino Zoff. Senza dimenticare il pareggio casalingo col Frosinone del 9 giugno 1985, un punto che permise ai rossoneri di festeggiare il ritorno in C1 a braccetto col Licata di Zdenek Zeman.

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Riva, presente e futuro del Como

Come sempre succede, a campionato finito, arriva il momento di fare il bilancio della stagione e quello del Como non è certo negativo, tutt’altro. Una società sana e meticolosa sul controllo dei conti e delle spese che ha fatto di queste caratteristiche la sua politica.
Una prima parte di torneo di Lega Pro non propriamente esaltante, sullo stile di quello della passata stagione, mentre un girone di ritorno che ha fatto ritrovare entusiasmo e risultati. Merito di una società che durante il mercato di gennaio è riuscita a portare in rosa giocatori che hanno dato una nuova fisionomia alla squadra, e merito di tecnici e giocatori stessi che con entusiasmo e voglia di lavorare sono riusciti a sfiorare anche l’obiettivo playoff.

Tra i tanti giovani arrivati sul Lario, Riccardo Riva in due anni è riuscito a farsi apprezzare non solo per le sue qualità sul campo ma anche per quelle di leader all’interno dello spogliatoio. Sempre combattivo e motivato a dare il meglio di sè e dei suoi compagni.
Arrivato la scorsa stagione per volontà del presidente Di Bari, al suo esordio in coppa Italia contro la Spal mette a segno un calcio di rigore diventando così il primo marcatore della squadra. Un vizio che anche quest’anno ha voluto togliersi diventando capocannoniere del Como durante il girone d’andata.

Poi, sul finire del campionato, l’infortunio; una frattura ad un piede che lo ha costretto a stare fuori nelle ultime 8 partite. Lo abbiamo intervistato per capire meglio l’andamento della stagione suo e di tutta la squadra:

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Dietrofront Zeman: «Lascio il Foggia»

Addio al sogno di Zemanlandia a Foggia. A pochi giorni di distanza dalla fine del campionato, Zdenek Zeman ha convocato i giornalisti e annunciato che l’anno prossimo non allenerà più la squadra pugliese: «Con il Foggia – ha detto – non sono riuscito a vincere il campionato, ed era questo l’obiettivo che mi ero prefissato. Non essendo sicuro di poterci riuscire l’anno prossimo, lascio la squadra».

Il tecnico boemo ha confermato che la società ha cercato di farlo restare, ma Zeman è fatto così. Lascia senza polemiche verso la città e la società. Ma le polemiche ci sono, eccome. Sentite: «Sto diventando un po’ nervoso negli ultimi tempi – ha detto ancora – quest’anno non ho preso la squalifica ma penso che il prossimo anno sarebbe successo». Il riferimento è «agli arbitraggi, alle inchieste». «C’è una inchiesta – ha affermato – per la partita contro il Gela che non si sa che fine ha fatto, un’inchiesta su quella a Siracusa che non si sa che fine ha fatto, almeno sino ad ora». E poi ha concluso lapidario sull’argomento: «Sono persuaso che abbiamo avuto troppi torti».

Zdenek Zeman ha anche riferito di aver parlato venerdì scorso con i dirigenti della società: «Non sono riuscito a vincere il campionato – ha detto – reputo questo una sconfitta. Ho regalato questo sogno ma bisogna vivere di realtà. Il mio obiettivo ad inizio stagione era salire, alla società andava bene una salvezza tranquilla. Non è detto che senza di me i giocatori vadano tutti via. Tornando indietro nel tempo, avrei comunque accettato questa scommessa. La mia decisione è stata ovviamente comunicata alla società. Ci sono altre sfaccettature di cui non parlo e che per me non sono importanti».

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Salernitana, tutti nelle mani del sindaco De Luca

Neanche il tempo di stappare lo champagne, per Vincenzo De Luca da Salerno, sindaco più popolare d’Italia (eletto per la quarta volta con il 74,5% di preferenze), e subito gli capita a tiro una bella gatta da pelare: Salernitana. La squadra, che è in corsa per la serie B, e che il 29 maggio giocherà la semifinale dei playoff in casa dell’Alessandria, mentre potrebbe regalare un sogno (sportivo) alla città, lascia un incubo (finanziario) al sindaco. De Luca non si scompone. “Gli acquirenti ci sono, bisogna solo aspettare”. Aspettare, al massimo, il 19 giugno. Quando si saprà chi tra Sorrento, Hellas Verona, Alessandria e Salernitana, brinderà alla B. Se fossero i granata, la situazione, certo, diventerebbe più appetibile. Meglio rilevare un Club fresco di promozione in serie B che uno in Prima Divisione. L’idea, che frulla e non poco, nella testa del sindaco De Luca, è quella di coinvolgere il patron di Costa Crociere.

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