Calcio, Balotelli torna in Nazionale?

Il 2022 sarà un anno importantissimo per la Nazionale di calcio italiana. Dopo aver vissuto un 2021 sopra le righe grazie alla conquista dei Campionati europei di calcio, con la finalissima dello stadio Wembley vinta di fronte ai padroni di casa dell’Inghilterra, gli Azzurri sono chiamati a riconfermarsi nell’annata che ci porterà, nel tardo autunno, alla nuova edizione della Coppa del Mondo, l’appuntamento più amato e seguito da tutti gli appassionati di calcio (e non solo).

Balotelli
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Calcio, è scontro totale tra Lega e Federcalcio

Se il campionato al momento è fermo, non si può certo dire che non si stiano disputando altre partite molto importanti in altri ambiti sempre legati al massimo campionato italiano. Il riferimento, nemmeno tanto velato è allo scontro che ha sta prendendo corpo tra le principali istituzioni del calcio italiano e i rappresentanti a livello governativo.

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Stadi, ecco cosa sta per cambiare con le regole sulla capienza

Arriva un’altra misura decisamente importante e attesa da parte del Governo che, guarda caso, riguarda il mondo del calcio. Come si può facilmente intuire, ci sono sempre più contagi e la nuova ondata legata all’emergenza pandemica è dietro l’angolo.

Ecco spiegato il motivo per cui l’Esecutivo italiano ha scelto di imporre dei nuovi divieti in riferimento agli ingressi allo stadio, piuttosto che all’interno dei palazzetti per le discipline sportive che si disputano al chiuso.

Champions League, si torna a giocare a porte chiuse

La sfida di Champions League tra Bayern Monaco e Barcellona verrà giocata senza la presenza dei tifosi. Lo ha comunicato in via ufficiale il governatore della Baviera, tale Markus Soeder. Il match, che verrà disputato il prossimo 8 dicembre, si terrà di conseguenza a porte chiuse.

Si tratta di una delle partite più spettacolari in Europa, visto che si affronteranno Bayern e gli spagnoli del Barcellona, ma la decisione è irrevocabile e lo spettro dell’emergenza sanitaria in Germania si fa sempre più grande e concreto.

Europa League, il Napoli inserito tra le favorite

Finalmente si è arrivati al giro di boa nel corso della fase a gironi di Europa League. In questo modo, in effetti, si ha a disposizione un quadro decisamente più chiaro in relazione a quelle che si possono considerare le squadre che sono le più importanti favorite per la vittoria finale della competizione in questione.

Le favorite per la vittoria della Champions League

La stagione del grande calcio internazionale è finalmente ripartita e in questo primo mese di competizioni lo spettacolo non è mancato. C’è enorme attesa nello scoprire se il Chelsea riuscirà a replicare il successo in Champions League dell’anno passato, ma la sensazione è che questa volta Paris Saint-Germain e Manchester City siano le squadre da battere.

 

 

Paris Saint-Germain e Manchester City restano le squadre da battere

Sono anni che il PSG spende cifre folli in sede di calciomercato riuscendo ad accaparrarsi quasi tutti i migliori giocatori in circolazione. Questa volta, però, i parigini hanno esagerato e si sono resi protagonisti di alcuni tra i trasferimenti più costosi e clamorosi dell’era recente. Dopo essersi assicurati le prestazioni di Donnarumma, Sergio Ramos, Hakimi e Wijnaldum, alla fine dell’estate è arrivata la bomba che pare destinata a cambiare per sempre la storia recente del calcio internazionale: il passaggio di Leo Messi al PSG, dopo una vita passata dapprima nelle giovanili e poi nella prima squadra del Barcellona, segna la fine di un’epoca e fa del PSG la squadra da battere. Alle loro spalle, però, come testimoniato dalle scommesse calcio, il Manchester City di Pep Guardiola continua a fare paura e sono in molti a pensare che se anche quest’anno il catalano dovesse fallire l’obiettivo potrebbe chiudere anzitempo la sua avventura in terra britannica. Continua poi a impressionare il Chelsea, con la squadra di Tuchel che si è ulteriormente rinforzata con l’arrivo di Lukaku e sembra avere nuovamente le carte in regola per bissare il successo dell’anno passato. L’altra inglese che fa paura è il Manchester United che ritrova Cristiano Ronaldo e che sembra aver fatto il definitivo salto di qualità anche a livello mentale.

 

 

Le italiane inseguono, ma sognare non costa nulla

Mentre i top club europei possono spendere cifre folli sia per il pagamento dei cartellini che degli ingaggi, le italiane sono in difficoltà e non riescono più a competere quando c’è da acquistare dei top player. C’ha provato la Juventus con l’operazione Ronaldo e l’ha fatto anche l’Inter con l’acquisto di Lukaku, ma entrambe sono state costrette alle cessioni per rimettere in ordine le casse societarie. In Europa è venuto a crearsi un calcio che viaggia a due velocità diverse: da una parte ci sono gli sceicchi che immettono liquidità e le squadre della Premier League e, dall’altra, le tedesche, le spagnole e le italiane che devono accontentarsi delle briciole. Anche colossi come Real Madrid e Barcellona sono state costrette a rimettere i conti in ordine e la sensazione è che tale tendenza verrà registrata anche nei prossimi anni, almeno fin quando la UEFA non imporrà il tanto agognato tetto salariale.

Juventus, Inter, Milan e Atalanta sono squadre forti, ma il divario dai top club d’Europa è ancora significativo. Nel calcio, però, nulla può essere dato per scontato e chissà che, come accaduto l’anno passato con il Chelsea, una delle nostre squadre non possa riuscire nella vittoria di una Coppa che il nostro calcio non riesce a portarsi a casa da 11 anni esatti.

Serie C, tantissime big partono con il piede sbagliato

Una partenza decisamente complicata per un gran numero di grandi squadre nel campionato di Serie C. La stagione 2021/22 ha preso il via in modo decisamente insolito, almeno stando a quanto si è visto dai risultati del primo weekend di gare.

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Uefa, si cambia: addio ai gol in trasferta che valgono doppio

Dopo tante chiacchiere, finalmente la notizia che era nell’aria è diventata ufficiale. La Uefa ha deciso: il comitato esecutivo ha dato l’ok all’eliminazione della regole del gol che vale doppio in trasferta. Quindi, a parità di punteggio, il passaggio del turno non verrà più deciso a favore di quella squadra che ha segnato più reti in trasferta.

Lotta alle discriminazioni, la Lega Pro si schiera: black out dei social media

Lega Pro ha deciso di bloccare la propria attività sui social media a partire dalle ore 15 di sabato 1 maggio, fino ad arrivare alla notte di lunedì 3 maggio. Si tratta di un gesto davvero molto importante, una mossa che va ad unirsi a tutte quelle già messe in atto da parte di un gran numero di enti e società.

Il Comparatore di quote dei migliori bookmakers

Il fascino delle scommesse sportive è evidente, ma fin troppi utenti non riescono a comprendere come l’approccio a questo settore non possa mai e poi mai essere superficiale, dal momento che il rischio di commettere qualche errore è sempre e costantemente dietro l’angolo.

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I calciatori a rischio per le malattie neurodegenerative: lo studio

I sospetti erano già presenti da molto tempo, per il legame tra l’attività calcistica e le malattie neurodegenerative, ma ora arriva uno studio pubblicato dal prestigioso New England Journal of Medicine dell’Università di Glasgow. Sotto accusa i troppi colpi di testa, che aumenterebbero il rischio di demenza.

colpo di testa

Già anni fa si erano riscontrati legami tra il football americano e particolari forme di pazzia, e questo ha portato i ricercatori ad indagare il mondo degli sport di contatto, come il calcio.

Ora lo studio ci dice che i calciatori sarebbero a rischio. I troppi contatti di testa porterebbero ad un aumento delle possibilità di soffrire di demenza, Alzheimer e Parkinson, e altre malattie neurodegenerative.

L’associazione tra il calcio e la demenza

La ricerca ha esaminato più di 7.500 cartelle cliniche di 7.676 di ex calciatori professionisti scozzesi. I dati sono stati incrociati con le cartelle di 23 mila maschi che non praticano questo sport, ed è risultato evidente che il rischio di demenza e le demenze accertate tra gli ex calciatori è molto più alto rispetto ai non atleti.

Meno malattie cardiache e cancro per gli sportivi, ma più malattie neurodegenerative, con un rischio tre volte più alto rispetto alle persone “normali”.

Le principali malattie del cervello che rischiano gli ex professionisti sono l’Alzheimer, il Parkinson e la Sclerosi laterale amiotrofica (Sla). Il rischio di morte ha un’incidenza dell’1,7% per i calciatori professionisti, e dello 0,5% nelle persone non sportive, sempre nel campo delle malattie neurodegenerative.

Come accennato, una ricerca e la conseguente attenzione dell’opinione pubblica, aveva mostrato dei legami nel football americano, e nel 2015, negli Stati Uniti, erano state cambiate alcune regole per migliorare la situazione monitorata dallo studio dei Centers for Diseases Control (Cdc). Ne venne tratto anche un famoso film.

Il coautore dello studio William Stewart, neuropatologo dell’Università di Glasgow, spiega:

“Questo studio ha esaminato i calciatori nati fino al 1976, che hanno quindi giocato negli ultimi dieci anni circa. Ciò rende i risultati di questa ricerca validi per chi gioca ancora oggi e fino a quando non ci saranno cambiamenti significativi nello sport, dobbiamo presumere che il rischio rimanga reale”.

A quanto pare, non è la forza dei colpi di testa, ma il numero significati in carriera, che aumenterebbe il rischio. Ora qualcuno pensa che vadano presi provvedimenti anche nel calcio, a partire da sperimentazioni nelle serie minori.