Pro Vercelli, Disabato rifiata; Taranto, capitan Prosperi!

I proclami di Davide Dionigi vanno tutti in una direzione: inculcare nel suo Taranto la convinzione che quella di mercoledì allo Iacovone sia stata solo una delle poche battute d’arresto cui ogni grande squadra incappa nel corso di una stagione.

Anzi: fosse sempre così, sei risultati utili in cascina prima di un ko, con ogni probabilità sarebbe proprio il tecnico dei pugliesi a mettere non una, ma due firme. Ripartire da Pro Vercelli: questo l’invito dell’allenatore che non ignora nè finge di farlo di quale potenziale e morale goda allo stato delle cose la formazione piemontese.

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Monza, Nappello dal 1′; Avellino, Malaccari per Correa

In Brianza per mostrare che l’Avellino è quello visto contro il Carpi. Lo stesso, vittorioso, di Pisa. Non certo la squadra blanda e remissiva che ha lasciato alla Tritium fare la partita al Partenio Lombardi nè l’altro, drammaticamente fragile, di Vercelli.

Di contro, il Monza reduce da tre pareggi consecutivi pare voglioso di insaccare tre punti e bottino pieno. Nessun problema particolare per le due formazioni che possono contare su organici quasi al completo (messo leggermente peggio il Monza).

Padroni di casa: Motta è nella condizione di scegliere gli uomini da schierare e sembra intenzionato a optare per un mini turn over che non scalfisca il 5-3-2 del periodo più recente. Velardi e Nappello saranno schierati dal fischio di inizio, dubbio in attacco: chi tra Kyeremateng, che si annuncia davvero in palla, e Ferrario?

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Como, Lewandowski in lutto; Benevento, Altinier per Cipriani

Lariani a lutto, è morto in settimana il papà di Lewandowski che, a causa della perdita, con ogni probabilità non sarà dell’incontro. Como-Benevento è una sfida tra squadre di alta classifica ma non ancora gara tra formazioni di vertice per via di quella penalità che ha dimezzato i dodici punti accumulati su campo dai campani.

La nota positiva in casa comasca è rappresentata dal rientro di Toledo, pessimo nella sfida casalinga di una settimana fa contro la Spal e fermo per squalifica nel corso del turno infrasettimanale.

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Foggia, Defrel e Perpetuini; Reggiana, Redzic con Alessi

Foggia tra vagonate di incertezze, a partire da quella che interessa il modulo da schierare. Reggiana in situiazione di totale emergenza a causa dell’innumerevole serie di infortuni che ha messo ko mezza squadra.

La voglia di fare risultato è evidente da ambo le parti ma la necessità di affrontare il match in maniera oggettiva – tradotto, senza frenesia e istintività – pare una certezza da cui partire inevitabilmente.

Pugliesi in campo con un 4-2-3-1 che potrebbe trasformarsi in 4-4-2 all’occorrenza: più di uno i dubbi da sciogliere in fase offensiva, con Lanteri out per infortunio e presenza certa solo per Defrel. I due posti a disposizione per lo schieramento che sosterrà la punta se li contendono Tiboni, Giovio, Cruz e Venitucci.

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Sorrento, ecco Ginestra; Foligno, Magrini e l’infermeria

Davide contro Golia con l’agravante – per Davide – di giocare in casa dell’avversario. E’ la chiave di lettura più semplicistica con cui avvicinarsi alla sfida tra un Sorrento arrabbiato, per aver perso il derby contro il Benevento nonostante la spinta propulsiva di un attacco che ha saputo colpire tre legni in 90′, e un Foligno sempre più – e sempre più solo – fanalino di coda con quel misero punticino all’attivo che è servito solo a cancellare il meno uno con cui la formazione toscana ha iniziato la stagione.

E’ la partita tra il terzo migliore attacco della prima divisione A e la peggiore difesa in assoluto: pare inevitabile cogliere in questa differenza la grossa disparità che insiste a livello tecnico tra le due squadre, nate per il conseguimento di un obiettivo evidentemente diverso.

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Dionigi carica: «Taranto, ripartiamo da Vercelli»

Non dorme bene da almeno due notti mister Davide Dionigi. Sente addosso il peso di avere – in parte – deluso 10.000 persone che di mercoledì sera, al ritorno dal lavoro, avevano deciso di sostenere il Taranto nel big match con la Ternana.

“Ho rivisto la partita cinque volte. L’intento, certo era quello di regalare ai diecimila spettatori una vittoria che consentisse l’allungo in vetta: il pubblico ha apprezzato la reazione del Taranto allo svantaggio. Ed ha applaudito al fischio finale”. Insomma, per dirla con Dionigi, “c’è modo e modo di perdere, e la gente l’ha capito”.

Intanto, però, bisogna ripartire. Dal Piemonte, in casa della Pro Vercelli.

“Una sfida che affronteremo con grande serenità – ammette Dionigi-. La mia fiducia è che il Taranto non ripeta l’approccio negativo, ma che riparta dalla reazione sfoderata contro gli umbri”.

Ci saranno novità anche nell’undici titolare:

“Cambierò ancora, qualcuno che non ha giocato in notturna rigiocherà. Quando l’esigenza del turn over terminerà, ci sarà una continuità d’assetto ed interpreti. Il tutto sempre supportato dalla prestazione in campo: nel quotidiano, nel corso della settimana-tipo, ogni giocatore dovrà convincermi a riconquistare la casacca da titolare”.

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Pavia, Galassi e Rodriguez; Viareggio, Cristiani nel tridente

Quattro sberle, se ben assestate e fatte partire a distanza ravvicinata, tramortiscono chiunque. Tornare a gustare il sapore della serenità, di contro, è sensazione tanto piaceviole che pare difficile volervi rinunciare tanto facilmente.

E’ il preambolo che introduce la sfida tra Pavia e Viareggio, reduci da risultati divergenti. A fronte della sonora sconfitta dei pavesi contro una Spal agguerrita, i toscani hanno griffato la gara contro il Monza con un pareggio che ha consentito loro di continuare la striscia utile cominciata contro il Foggia e con cui si è arginato un periodo disastroso fatto di cinque sconfitte consecutive.

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Foligno, per Magrini debutto da brividi a Sorrento

Sarà un debutto di fuoco quello che attende Lamberto Magrini, neo allenatore del Foligno, subentrato a mister Pagliari, esonerato dopo l’ennesima sconfitta contro il Lumezzane. Magrini, allenatore umbro, è reduce da quattro stagioni con il Gavorrano fra serie D e seconda Divisione con una carriera da tecnico di quindici anni alle spalle.

Alla presentazione del nuovo allenatore, prima ha parlato il direttore generale Cherubin:

“Prima di presentarvi il nuovo allenatore mi sembra doveroso esprimere il nostro rammarico per una scelta sofferta come quella che ci ha visto sollevare dall’incarico Giovanni Pagliari, persona da diversi anni legata ai nostri colori. Purtroppo il calcio ha delle regole dure e la mancanza di risultati ci ha costretto a provare a dare uno scossone per il quale il mister paga alcune responsabilità non certo imputabili soltanto alla sua persona. La scelta è ricaduta su Magrini, allenatore umbro con grande voglia di emergere nonostante i circa quindici anni di carriera alle spalle fra serie D e Seconda Divisione. Il mister è all’esordio in Prima Divisione e riteniamo possa trasmettere alla squadra la sua ‘fame’ di risultati”.

Poi è toccato a Magrini:

“Sono entusiasta di questa opportunità che mi viene offerta e spero di poter subito trasmettere la voglia e la grinta che porto con me anche alla squadra. Ritengo che la squadra abbia le qualità per risollevarsi da questo momento critico, ci sono giocatori che già conosco anche per averli incontrati in passato e penso che, adesso, si debba lavorare soprattutto dal punto di vista mentale per far sì che il gruppo ritrovi fiducia nei suoi mezzi. Contemporaneamente lavoreremo sulla tattica anche se credo che, oggi, passi in secondo piano sia perché il mio predecessore è molto preparato sull’argomento, sia perché la scossa per il riscatto deve partire dalla testa dei calciatori”.

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Carpi, Notaristefano al debutto; Spal, Castiglia o Migliorini

Esame duro per il Carpi che, in un derby tutto emiliano, affronta una Spal in salute. Non si può che iniziare da lui. Egidio Notaristefano, nuovo tecnico dei padroni di casa, si è presentato così:

“Occorre andare a riprendere le certezze smarrite nell’ultimo periodo. Ripartirò dall’eredità tattica laciata da Maddaloni: il primo intervento, sarà squisitamente psicologico”.

I padroni di casa attraversa un periodo nero: il Carpi non vince da un mese ed è rreduce da tre sconfitte consecutive. Che di fronte capiti proprio adesso quel satanasso di Rachid Arma, autore di quattro reti nella sfida di mercoledì contro il Pavia e cannoniere provvisorio della Prima Divisione A, non è certo il migliore dei regali di benvenuto ma Notaristefano non sembra temere il singolo o l’avversario più di quanto tema i cali mentali dei propri uomini.

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Lumezzane fomato turn over; Tritium senza Dionisi

Essere mister Nicola. Per un istante. E cercare di capire. Innanzitutto, se questo Lumezzane somiglia più a quello, vittorioso, del turno infrasettimanale oppure all’altra versione – più sbiadita – che ha inanellato a inizio stagione una serie di risultati negativi. Essere mister Nicola per un attimo.

E cercare di scrutare tra gli anfratti di una Tritium lanciata sempre più verso la vetta della classifica per carpirne segreti e punti di forza. Tra tutti, uno in particolare: gli ospiti sono a tal punto capaci di costruire gioco e fare possesso che una delle chiavi per riuscire ad arginare la manovra pare essere proprio quella: disinnescare una mediana in grado di fare gioco e di contenere.

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Ternana, c’è Stendardo; Pisa, torna Raimondi

Emozioni a raffica? Probabile. Perchè la capolista ha mostrato di poter misurare e strutturare il proprio gioco in funzione dell’avversario mentre gli ospiti sono reduci da una boccata d’ossigeno dopo la vittoria scaccia crisi ottenuta ai danni del Como.

Quella tra Ternana e Pisa non può essere una sfida come le altre perché se gli umbri sono chiamati alla prova del nove dopo il raggiungimento della vetta – vittoria a Taranto da mettere tra i momenti più importanti della stagione: vale per adesso, varrà anche per dopo -, di contro i toscani hanno l’occasione ghiotta – fermando la prima in classifica – di avvicinare ulteriormente le prime della graduatoria.

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