Pergocrema, Brini: “Il bello viene adesso”

Potrebbe sembrare una capolista per caso, il Pergocrema di mister Fabio Brini. E invece non c’è nulla di casuale in una squadra che, costruita negli ultimi 10 giorni di mercato, ha aggiunto qualità e quantità e adesso è lì, in vetta al girone B, a punteggio pieno. Il ruolo di pompiere che deve smorzare gli entusiasmi si addice bene a mister Brini, che ai microfoni di TeleRoma 56 ha così commentato il match:

 

“Ci godiamo questo momento con entusiasmo, senza però lasciarci andare a chissà quali sogni. Voglio sottolineare la grande attitudine al sacrificio di questa squadra, non bisogna dimenticare che ci mancano i venti-venticinque giorni di preparazione precampionato. Per noi è come se fosse ancora calcio d’agosto e queste prime gare di campionato fossero amichevoli”.

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Di Meo: “Contento del mio Andria battagliero”

Per un mister Cari non soddisfatto al cento per cento della sua squadra, c’è invece un altro allenatore – Di Meo – che non può non esaltare la prova del suo Andria. Qualsiasi altra squadra, sotto di due gol contro la corazzata Barletta, si sarebbe sciolta come neve al sole primaverile. Invece, i biancoazzurri hanno avuto la forza per ritrovare unità, spirito di sacrificio e riaprire il match. Di Meo spiega anche le mosse tattiche attuate:

 

“Ho cambiato modulo per bloccare il Barletta sulle fasce, poi subiti due gol siamo tornati al nostro sistema di gioco. Il risultato credo sia giusto fino ad un certo punto, perché meritavamo di vincere se contiamo le palle gol che abbiamo sprecato. Di più non potevamo fare”.

L‘Andria, nelle prime tre giornate di campionato, ha racimolato soltanto due punti. C‘è da dire che ha giocato contro Spezia, Cremonese e Barletta (due in trasferta), ovvero le tre maggiori candidate alla vittoria finale del campionato.

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VIDEO Spezia – Piacenza 3-0

Padroni di casa spumeggianti nonostante l’infortunio a freddo di Carobbio che costringe lo Spezia a un cambio immediato: peccato per i malcapitati del Piacenza – gravi lacune in fase difensiva – che al posto del difensore titolare entri un tale di nome Alberto Bianchi.

Tocca a lui sbloccare il match: da lì in poi, strada in salita per gli ospiti che allo scadere del primo tempo sono già sotto di due reti per l’autogol di Parola, il cui tocco a spazzare il pallone lontano da Felice Evacuo manda la sfera alle spalle del proprio estremo.

Nella ripresa, tutto facile per i padroni di casa che mostrano otttime trame e non faticano a gestire il risultato.

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Cari, Barletta: “Troppo tesi per il derby”

C’è un pizzico di rammarico in casa Barletta dopo il 2-2 nel derby contro l’Andria. Se, infatti, si mettono sul piatto della bilancia tutte le situazioni createsi durante la partita, allora si può – a ragione- parlare di due punti persi piuttosto che di un punto conquistato. Infatti, non è bastato ai biancorossi il doppio vantaggio contro l’Andria per portare a casa i tre punti e il primato in classifica. E’ per questo che mister Cari non è stato completamente soddisfatto del risultato finale:

 

“Non siamo stati bravi a gestire il vantaggio. Probabilmente, se fossimo arrivati all’intervallo senza subire gol, la gara avrebbe preso una piega diversa nella ripresa. Ma questo è poco importante, quello che conta è il risultato finale”.

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VIDEO Como – Sorrento 2-2

Un pareggio ricco di gol ed emozioni nel corso del quale il Como, finchè ne ha avuto nelle gambe e nei polmoni, ha saputo mettere in difficoltà un Sorrento meno brillante delle ultime uscite ma coriaceo fino alla fine.

E’ stata un sfida interessante tra due formazioni che, in seguito al 2-2 conclusivo, si candidano quali serie pretendenti a un posto nella categoria superiore.

Nella sfida si sono messi in luce bomber Ciro Ginestra da una parte – autore del vantaggio ospite immediato che giunge dopo 3′ – e Alberto Filippini dall’altra, la cui doppietta aveva fatto illudere i tifosi di casa.

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Taranto, il primato dura 48 ore

Il destino nel mondo del calcio, si sa, é spesso cinico e baro. Il Dio del pallone é abituato, da sempre, a non guardare mai in faccia nessuno. Spesso, poi, sembra accanirsi su determinate squadre e città, quasi per una sorta di sadismo innato che regna in tutti i tifosi italiani.

In questo caso a masticare amaro é il Taranto, che domenica scorsa, dopo la vittoria casalinga contro il Pavia in rimonta e con il gol decisivo del giovane attaccante talento di casa Nicolino Russo, ha ritrovato la vetta delle Lega Pro Prima Divisione (all’epoca meglio conosciuta come C1) dopo ben 10 anni la vetta del campionato.

Era il lontano campionato di C2 girone C della stagione 2000/2001: era il Taranto di patron Pieroni e del bomber Cristian Riganò, che con i suoi gol faceva sognare una città intera. Alla fine di quella stagione, il Taranto vinse il campionato con due punti di vantaggio sul Campobasso e ritornò in C1: la stagione seguente fu quella dell’atroce beffa nella finale playoff per la serie B vinta dal Catania e sulla quale da sempre pesa l’ombra di una combine mai digerita dai tifosi rossoblù, che attendono dalla stagione ’92-’93 di ritornare nella serie cadetta. Beffa, dunque.

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Vecchi: “Soddisfatto della mia Spal”

Dopo la sconfitta in casa del Taranto, la Spal di mister Stefano Vecchi si è subito rialzata, vincendo nel match interno di domenica contro l’Esperia Viareggio. Una vittoria che, ovviamente, ha soddisfatto anche il tecnico biancazzurro:

 

“La conquista dei tre punti è stata importante per rinsaldare in noi la fiducia del pubblico ed in considerazione delle precedenti prestazioni positive. Il calo, del secondo tempo è fisiologico dopo una prima parte di gara a ritmi assai elevati”.

Diverse le note positive della vittoria. A cominciare da Rachid Arma, un bomber ritrovato, ma anche la solidità difensiva di uno come Zamboni. Poi, una domanda sul rientro di Paolo Rossi:

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Maddaloni e il Carpi a sua immagine e somiglianza

In casa il Carpi sembra un rullo compressore. Dopo i quattro gol rifilati alla Tritium al debutto, alla terza giornata sono arrivati altri tre gol al Lumezzane, mica all’ultima arrivata. Però, mister Maddaloni, nonostante i sei punti in classifica e una squadra che sembra una macchina da gol, non vuole esaltarsi troppo.

 

“Questo progetto è stato completato poche ore prima della chiusura del mercato – ha spiegato sulle colonne de L’informazione di Modena – non poteva raggiungere equilibri immediati. Questa prestazione ci garantisce che dopo 18 giorni esiste una buona quadratura. Credo sia un grande risultato: ai ragazzi vanno grandi meriti. Oltre al cuore ci mettono la testa”.

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Il Siracusa e una domenica da cancellare

Razionale, preciso ma anche, ovviamente, scosso dalla pesante sconfitta contro la Triestina (4-0). Mister Sottil al termine della gara ha commentato la prova del suo Siracusa con un pizzico di rabbia. Rabbia comprensibile se si pensa a come il Siracusa aveva iniziato il match.

 

“Quella di domenica è sicuramente una partita da cancellare”, esordisce così l’allenatore azzurro.

 

“Per assurdo abbiamo iniziato molto bene la gara. Giusto approccio, giusta interpretazione e buoni movimenti. Eravamo i padroni del campo fino al loro primo goal, dove l’inesperienza è costata cara. Dopo i primi due goal abbiamo a reagire ma con difficoltà, poi il terzo goal. Nella ripresa, invece, – continua mister Sottil – sia con i cambi, sia con un assetto tattico diverso, abbiamo creato delle buone azioni per far goal, ma niente. Sicuramente c’è stato un calo psicologico.

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Bassano, Jaconi: “Comincia ora il nostro campionato”

Nonostante le tre sconfitte consecutive, lo zero in classifica, mister Jaconi dimostra la solita professionalità e competenza, non sottraendosi alle domande dei giornalisti. E così, con lucidità, analizza la sconfitta (4-2) sul campo della Cremonese:

 

“Prendere gol subito rende ovviamente la gara in salita. Nell’occasione del primo gol potevamo usare più malizia, interrompendo prima l’azione, così come nel quarto gol. Eravamo appena riusciti a segnare il gol della speranza ed in contropiede abbiamo preso una seconda mazzata. Di positivo c’è che siamo stati bravi a recuperare una gara che poteva sembrare impossibile al cospetto di una Cremonese dagli altissimi valori di tecnica ed esperienza. Ora andremo avanti su questa strada, potendo contare anche sul rientro di capitan Basso, che come Porchia ha buttato il cuore oltre l’ostacolo per dare una mano ai compagni. Avevo detto che il nostro campionato iniziava oggi e così è stato in quanto il rammarico non viene da questa partita ma dalle 2 precedenti con Lanciano e Pergocrema. Ci siamo battuti e questo mi conforta“.

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Spezia, Gustinetti e quella gioia finalmente esplosa

Una gioia tenuta dentro per due settimane. Quelle che hanno portato ad un pareggio e ad una sconfitta. Però, Elio Gustinetti, in cuor suo sapeva che lo Spezia aveva ben altre qualità, come quelle dimostrate contro il Piacenza. Qualità che, con il lavoro, sarebbero dovute venire fuori.

 

“In settimana avevamo svolto un gran lavoro, nonostante non avessimo a disposizione alcuni ragazzi – spiega Gustinetti -. Per di più in avvio, abbiamo subito perso Carobbio, ma faccio i miei complimenti a Bianco che ha giocato una partita egregia. Siamo entrati in campo con un spirito battagliero, carichi al punto giusto; non si possono mandare in campo undici rambo, ma con questa mentalità, riusciamo ad esaltare le nostre doti teniche, di qualità“.

Al di là del netto risultato, Gustinetti è contento anche della prestazione corale della squadra, che ha giocato da gruppo e non come un coro di singoli:

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