Carpi – Taranto 0-2: Guazzo e Di Deo

di Samuel 0

Carpi – Taranto 0-2
Reti: 7′ st Guazzo, 32′ st Di Deo

Se mezza Taranto ha deciso di prendere il primo mezzo di trasporto disponibile e recarsi in terra emiliana, laddove il cartello di benvenuto segnala che si è appena valicato l’ingresso in Carpi prima di giungere a destinazione (si gioca a Reggio Emilia), un motivo deve pur esserci. Noi ne troviamo in realtà più di uno, ma ci va di partire da un nome  e un cognome.

Perchè sono il nome e il cognome di chi – tra le pagine della memoria calcistica e sportiva – un posto di rilievo l’ha e ce l’avrà sempre. Erasmo Iacovone, deceduto giovane. Deceduto presto. Sembra la sciagura toccata in destino a parecchi altri uomini. Parecchie altre donne cui va l’inevitabile pensiero. A volte, quel che si evince dalle dinamiche di una vita infelice è il fatto che l’esistenza stessa si trovi a fare i conti con una sorte maledetta. Indicivbile. Inimmaginabile.

Quella di Iacovone è stata a tal punto beffarda da mettergli addosso l’etichetta del bomber, da lasciargli gustare un destino roseo mentre scorazzava nelle metà campo avversarie e poi portarlo a fare i conti con l’incommensurabile tragedia che non deve accadere. Nemmeno trentenne, Iacovone è deceduto in seguito a un incidente stradale. Nel segno dei quel nome, di quel cognome, Carpi e Taranto vivono un legame inscindibile e duraturo. Perchè è tra Taranto e Carpi che si delinea la vita del fu. Tributo significativo, amore incondizionato, il nome di uno stadio che non potrebbe chiamarsi altrimenti: gli ottocento che hanno mosso i prpri passi – da Taranto a Carpi – lo hanno fatto anche per questo. La squadra, vero, ma la squadra è amore incondizionato per la città. Per la tradizione. Per le origini e la provenienza. Carpi ha saputo accogleire al meglio. Carpi ha garantito rispetto doveroso. Carpi ha saputo ribadire al calcio giocato che le verità raccontate dalla classifica, dal campionato sono dettagli trascurabili. Se il confronto è, ad esempio, con quel gigante (anche nella sfortuna di Iacovone.

  • Buon giorno da Reggio Emilia, dove il tempo sembra reggere alle insidie di un ottobre strano. Più incline alle mitigate primaverili che ai colpi di vento dell’autunno inoltrato.

ULTIMISSIME DAI CAMPI

LA PARTITA VISTA DAGLI SCOMMETTITORI

Il Giglio si arriva lentamente a riempire: gran bella cornice di pubblico. Colori a destra, colori a manca. Il taranto testa il terreno di gioco e raccoglie l’applauso dei propri sistenitori. Sono tanti, si fanno sentire fin dal prepartita.

Squadre in campo, si comincia. Ma quanti sono i supporters del Taranto? Dicevano ottocento: da quanto si sgolano sembrano in otto mila.

Nei primi 15′ di gioco si è assistito a un incontro tattico: era da mettere in conto. I reparti di mediana sono quelli più impegnati a cercare di tenere corte le rispettive squadre, azioni ancora poco incisive.

Rantier è mobile ma la difesa del Carpi sa tutelare la propria porta nel migliore dei modi. Formazioni attendiste: non dimenticano che il pareggio, tutto sommato, potrebbe fare il gioco di entrambe.

prima frazione equilibrata, non si è vista la caparbietà cui in altre circostanze il Taranto aveva abituato ma non è neppure emersa la spregiudicatezza di un Carpi piuttosto guardingo. Formazioni ordinate, pareggio giusto.

Eppure, sono già le prime batturìte della ripresa a mostrare chi ha voglia di non accontentarsi. gran bel Taranto, determinazione giusta e voglia di sbancare Reggio Emilia. Al 7′, in seguito a una manovra corale ben orchestrata, Guazzo è il più lesto a insaccare. Taranto in vantaggio.

raddoppio ospite al 39′: gara virtualmente chiusa.

 

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